Ci sono momenti in cui una collezione non viene solo presentata: si sente come un evento culturale. Lo scorso venerdì 16 gennaio, nel pieno calendario della Milan Men's Fashion Week, Ralph Lauren ha rimesso il suo nome al centro del dialogo creativo con una presentazione che molti avevano atteso per anni. Più di venti stagioni erano passate dall'ultima volta che la casa americana presentò una collezione maschile esclusivamente a Milano, un gesto che segna sia il peso della sua storia sia la sua volontà di parlare al presente.
La collezione Fall/Winter 2026 si è presentata come un esercizio di fiducia. Fiducia in codici che non hanno bisogno di essere spiegati e in una forma di intendere il menswear dove lo stile non risponde a tendenze accelerate, ma a forme di vita riconoscibili. Esdemarca era lì per osservarlo da vicino e raccontarlo con prospettiva.
ESD MAGAZINE
Di: Sergi Pijoan (Esdemarca Brand Manager)
Palazzo Ralph Lauren: uno scenario con memoria e presenza
La sfilata si è svolta nel Palazzo Ralph Lauren, sede storica della firma a Milano dalla fine degli anni novanta. Uno spazio che non funziona come semplice contenitore architettonico, ma come estensione fisica dell'universo del brand. Le sue proporzioni classiche, la sobrietà degli interni e l'atmosfera contenuta hanno rafforzato il carattere di una collezione pensata per essere osservata con calma.
Non ci fu artificio inutile. L'ambiente accompagnò gli abiti, permettendo che ogni uscita si leggesse con chiarezza, texture e peso visivo. Il messaggio era evidente: qui l'attenzione è sugli abiti, su come cadono, come si muovono e come sono costruiti.
Come lo stesso designer espresse nel testo che accompagnava la presentazione:
"Ho iniziato con una cravatta, ma non si è mai trattato solo di una cravatta, ma di uno stile di vita. Quando ho iniziato a disegnare moda maschile, sono stato attratto dagli elementi senza tempo della tradizione, ma non mi sono mai legato a essi. L'essenza di ciò che faccio risiede nei molti stili e stati d'animo che creo. Le mie collezioni Fall 2026 sono ispirate dalle diverse forme in cui gli uomini vivono, la loro individualità e stile personale..."
Questa frase, più che una dichiarazione, serve come bussola narrativa: la collezione non cerca di imporre uno stile, ma esplorare il modo in cui lo stile vive in chi lo indossa.
Per Esdemarca, essere presenti alla Milan Men’s Fashion Week non è un gesto simbolico, ma la naturale conseguenza di un rapporto costruito sulla fiducia e su una collaborazione costante con le grandi maison internazionali. La presenza di Esteban Blázquez, CEO di Esdemarca, e Aníbal Blázquez, Partner & Purchasing Manager, invitati direttamente da Ralph Lauren, rafforza questo legame e conferma il ruolo di Esdemarca all’interno dell’ecosistema della moda premium. Viverlo in prima persona non significa solo assistere a una sfilata: è entrare nella conversazione, accedere alla visione creativa dall’interno e trasmettere questa esperienza a chi considera Esdemarca un punto di riferimento e un autorevole prescriptor.

La collezione FW26: strati, carattere e un'eleganza funzionale
La proposta Fall/Winter 2026 si è articolata a partire da un'idea chiara: vestire la vita reale con precisione estetica. La passerella ha alternato look di Polo Ralph Lauren e Purple Label, generando un ritmo che oscillava tra il quotidiano elevato e la sartoria di massima esigenza.
In Polo, la collezione ha puntato su strati ben costruiti: cappotti avvolgenti, parka con struttura, knitwear generoso e pezzi ispirati allo sportswear classico americano. Maglioni tipo rugby, abiti con riferimenti universitari e pantaloni ampi convissero con tessuti robusti e finiture pensate per l'uso quotidiano, senza perdere sofisticazione.
Purple Label, da parte sua, ha introdotto una lettura più raffinata dell'inverno: abiti di confezione impeccabile, cappotti lunghi con linee pulite, giacche strutturate e un'attenzione estrema al taglio e al tessuto. Qui l'eleganza non era decorativa, ma funzionale e silenziosa, pensata per accompagnare il movimento, non per immobilizzarlo.
La palette cromatica ha rafforzato quella sensazione di profondità: marroni terrosi, verdi scuri, blu profondi, beige caldi e sfumature naturali che rimandavano a paesaggi invernali. Non ci furono stridori cromatici; tutto era pensato per costruire un guardaroba coerente, riconoscibile e duraturo.
Non mancarono riferimenti al peso storico del brand e alla sua capacità di continuare a connettersi con audience molto diverse, da chi riconosce i suoi codici classici fino alle nuove generazioni che si avvicinano a essi dalla cultura contemporanea.
Tra i pezzi più commentati spiccarono i cappotti di grande presenza, concepiti come asse del look, il punto grosso con un peso visivo e tattile molto marcato, e i riferimenti all'immaginario americano (workwear, outdoor e campus) trattati con una precisione pienamente contemporanea. La collezione avanzava senza scossoni, ma con una sicurezza costante: ogni look aveva senso per sé stesso e all'interno dell'insieme.
L'atmosfera della sfilata ha confermato la portata trasversale della proposta. In prima fila si trovavano figure come Colman Domingo, Liam Hemsworth, Noah Schnapp, Nick Jonas o Tom Hiddleston, riflettendo quel naturale incrocio tra moda, cinema e cultura che Ralph Lauren gestisce con naturalezza da decenni.

Uno sguardo che attraversa le epoche
La Fall/Winter 2026 di Ralph Lauren non si sente come un ritorno isolato, ma come un pezzo in più all'interno di un racconto più ampio su come la moda contemporanea reinterpreta il proprio lascito. Non si tratta di nostalgia né di purismo, ma di un dialogo consapevole tra ciò che siamo stati, ciò che siamo e ciò che potremmo essere.
Vedere una collezione così a Milano, in uno scenario come il Palazzo Ralph Lauren, ci ricorda che le grandi visioni di stile non si limitano a una passerella, una stagione o un evento: si sostengono nel modo in cui risonano con chi le osserva, le interpreta e le vive.
Ralph Lauren FW26 ci invita a pensare allo stile come un gesto vivo: non come una dichiarazione unica, ma come una conversazione tra passato e presente, tra tradizione e reinvenzione. Se c'è qualcosa che questa collezione dimostra, è che un buono stile non si ancorà mai, evolve sempre.
Scopri sul nostro Instagram la chiusura dello show con tutti i pezzi della collezione FW26, direttamente dalla passerella di Milano, e approfondisci i dettagli che la rendono unica.

Crediti immagini e video: Esdemarca
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